Media ancora in emergenza Covid nel calcio

Emergenza finita ma il Pianeta Lontanoci tiene a non snaturarsi, fatta eccezione per la a questo punto legittima volontà di avere subito il 100% delle presenze sugli spalti. Il Comitato tecnico scientifico si è riunito per l’ultima volta il 30 marzo 2022. È stato sciolto a seguito della cessazione dello stato di emergenza Covid-19. Addio dunque al Decreto del Capo Dipartimento della Protezione civile n. 371 del 5 febbraio 2020,quando fu istituito il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) con competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus. Non pretendiamo che sia il prof. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità del Ministero della salute, con funzioni di  coordinatore  del comitato nè il prof. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, confunzioni di portavoce del comitato i due più noti del CTS a dire alle società dicalcio e in particolare a quelle della Lega serie A di gestire la fase del ritorno alla normalità senza la rigidità della fase 1, la PANDEMIA. Escluso alcune a questo punto eccezioni, nessuna società ha ripristinato quella che è comunemente nota come Mixed zone laddove nel dopo gara (fu una cosa varata al mondiale di Usa ’94 e chi scrive all’epoca neo consigliere dell’Ussi nel 1995 propose di attuare anche in Italia il sistema di creare un corridoio per poter vedere sfilare nel dopo gara tutti i protagonisti e magari frutto di conoscenze personali scambiare qualcosa per avere se non un’esclusiva qualcosa di non omologato. Col passare degli anni la mixed fu spezzettata in angolo tv per i secondi diritti, laddove si fermava il giocatore scelto dal club oltre all’allenatore bloccato in gruppo 1 quello più vicino agli spogliatoi, e poi il mucchio non selvaggio ma in condizioni più difficili per lavorare. La richiesta di soldi, nulla di scandaloso in tempi di business, ha portato emittenti non solo nazionali ma con palinsesto ancorato a sponsor a scucire un bel po’ di euro per ottenere la possibilità di entrare in Mixed Zone. Ma molti club, ieri mi è stato segnalato Atalanta – Napoli ma la fila di dinieghi è lunga, non hanno ancora inteso procedere al ripristino della… legalità anche perché – lo pensano anche in Lega A – il CTS non ha ancora fornito un nuovo protocollo. Ma il CTS non esiste più, tocca a chi ha tra i suoi doveri anche l’assunzione di responsabilità dire cosa c’è che non va. Con l’Italia fuori dai Mondiali è chiaro che il momento è complicato ma non è un caso se l’elezione del neo eletto prof. Casini sia frutto di uno scontro tra fazioni più che un accordo, che la vicenda club Asl sia tornato indietro come un boomerang, che le plusvalenze siano un bubbone indecente. Ma il campionato che si avvia finalmente alla conclusione con uno spalla a spalla emozionante rincuora e invita a pensare, a sperare che presto possa tornare ad essere la normalità il comune denominatore. La sede super tecnologica di Lissone mette il calcio italiano in una condizione di poter dire che coi joystick siamo al passo coi tempi, anzi avanti. Proviamo a far sì che accada anche con le cose lapalissiane. Basta volerlo, lavorando. Il tempo dei Signor No è finito, come il Cts che non è più un ombrellone.

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