Perchè un blog

E’ un’epoca in cui tutto è possibile. Non ci sono barriere. Dire, scrivere, sottoscrivere. Letto, firmato, sottoscritto. Ogni pensiero,proprio o altrui, sottoposto a giudizio. C’è in italia da anni il garante della privacy, e sembra un paradosso laddove c’è chi infila la telecamera in camera da letto, in bagno, in ufficio. C’è chi al mattino si risveglia, pensando che il mondo stia aspettando lo sbadiglio della riscossa per poter cominciare la giornata.

Rifuggire da ciò è molto difficile ma non impossibile. Un blog però può – almeno nelle mie intenzioni – consentire all’autore di poter condividere idee, notizie, situazioni. Non è la mia una voglia di poter scrivere o dire quanto non mi è possibile nella mia attività professionale, non avendo mai subito una sola pressione per tacere di una notizia proposta, e dunque nessuna voglia di ohhhh finalmente posso scrivere in libertà.  Piuttosto il desiderio di comunicare – questo si – in maniera non schematizzata e negli spazi scanditi da palinsesti. Un blog dunque per stare in contatto. Sperando ovviamente più di apprendere che insegnare. Spesso, offrendo una riflessione si viene ricambiati con un mondo che si apre. Ed è questo l’auspicio.

Sport & politica, affari allo sprint.

Giorni confusi. E convulsi. Tra i ritornelli più in voga, c’è quello mai in decadenza e mai così inutile, falso, ipocrita, insensato come : vade retro, politica. O tipo: politica, giù le mani dallo sport. Roba da ridere. Ma che nasce dal fatto che la politica è sempre più vista come malaffare, non più come arte e visione strategica. In parlamento dovrebbero sedere i migliori, gli onorevoli. E il termine senatori poi rimanda al tempo in cui ci si imbatteva in saggi. D’accordo. Tutto sbagliato e da rifare? Non proprio. Ora senza pistolotti lunghi diciamo che per esempio la boxe ha avuto nell’onorevole franco Evangelisti il miglior dirigente. Epoca d’oro. In questi giorni e’ rispuntato il nome di franco Carraro, senatore di forza italia, come commissario per la Federcalcio. Presidente coni e Figc, membro cio, come Pescante, Prima storico Segretario poi presidente del CONI. Non sono le mani di Berlusconi sullo sport ma l’inevitabile intreccio sport-politica che stringe patti. Più che scandalizzarsi, converrebbe creare un sistema dall’interno del mondo dello sport capace di dialogare e sedere in maniera quasi paritaria al tavolo delle trattative. Più che subire sperando di ricavare uno sgabello mentre si assegnano poltrone.

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