EUROPEI, VAR MEGLIO CHE IN ITALIA. ATTESA PER DOPO RIZZOLI, FISCHI E FIASCHI NEL BEACH SOCCER

Fischietti in giacca e cravatta: i migliori sono gli italiani. Ricapitolando: il gran capo degli arbitri della Fifa è Pierluigi Collina, che ha avuto medesimo ruolo in Uefa transitando anche per la Federazione Russa evidentemente formativa. Percorso seguito come un indiano che marca le ombre di chi h appena calpestato il terreno da Rosetti, oggi a capo degli arbitri Uefa e pure lui con esperienza nella ex Urss laddove il calcio è cresciuto per valori economici ma non parimenti per qualità tecniche. E perfino nel Beach Soccer, dove  ieri si sono concluse le qualificazioni per il mondiale di Russia in agosto, il gran capo dei fischietti (le gare sono dirette da una triade) è l’italiano Conti, ravennate tra i pionieri in materia. 

Dall’eliminazione contro la Svezia per i mondiali di Russia 2018, si è sempre detto che l’Italia pur potendo potenzialmente contare su una presenza così autorevoli di rappresentanti della scuola tricolore ai vertici arbitrali ma ha potuto vedere un minimo di riguardo nei suoi confronti, in ogni competizione. 

Frugando negli archivi, ecco un de laurentiis infuriato per un Napoli-Dnjepr in Europa League, e ancor di più ma molto di più Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, dopo l’incontro di Champions di Madrid, ha messo sotto accusa il designatore degli arbitri Uefa, all’epoca, colpevole a suo dire, di non tutelare i club italiani nelle coppe internazionali per vanità personale – Le sviste sono state troppe ma qualche colpa è anche delle società italiane: ecco come stanno le cose”.

E’ vero ma facendo media tutto forse si equivale che gli episodi che hanno sfavorito le squadre italiane sono stati effettivamente numerosi e questo vale per tutte le competizioni, dalla top Champions alla più operaia Europa League.

Il rigore con cui l’Arsenal ha eliminato il Milan, quelli (almeno due!) negati alla Roma in quel di Barcellona, quello del momentaneo pareggio del Salisburgo in casa della Lazio, senza scordarci di Tottenham-Juve, finito nel dimenticatoio solo grazie alla rimonta bianconera. Episodi clamorosi, tutti in un’unica direzione.

Viene difficile credere a un Collina anti-Italia per la famosa legge del contrappasso (sei italiano come me e dunque ti punisco, altrimenti potrebbero pensare che io voglia favorirti), certo però che nel dubbio si è fischiato spesso maluccio prima che la qualità grazie al modello italiano dei tempi Casarin & C (compreso Collina) crescesse con continui stage e tecnologia con buon uso del Var che è stato riscoperto agli Europei dove l’esercito del comandante Rosetti sta offrendo direzioni di gara all’altezza senza manie di protagonismo. 

Agli Europei, dunque, il riscatto del Var. Attese inevitabilmente lunghe ma se l’arbitro vuole giudicare con l’assistente virtuale, anche in questo caso bisogna vedere TUTTE le riprese da TUTTE le angolazioni possibili e ci vuole il tempo necessario. In Italia nel finale di campionato è successo di tutto: compreso lo stesso Mazzoleni al Var per il Cagliari a Napoli e Benevento consecutivamente, oppure una serie di svarioni che di sicuro costeranno il posto al designatore Can A Nicola Rizzoli. Ancora da individuare il sostituto. Trentalange neo presidente Aia prima di scagliare una freccia considera pure i soffi del vento per non sbagliare traiettoria. Dopo  gli Europei,sapremo. Mentre a Tokyo andrà Guida di Torre Annunziata, storicamente sezione florida di talenti. 

Ciò che sta funzionando è l’assoluta sintonia tra direttori di gara e consolle tecnica: se viene chiesto lo stop per il controllo la fiducia è totale, nessuno chiede di andare personalmente a rivedere né dice di lasciar perdere. E’ un segnale di fiducia laddove, tornando a Real Madrid – Juve per cui gli Agnelli se la presero con Collina, si gridò all’epoca allo scandalo per la non certo presunta potenza della federazione spagnola e del club più titolato mentre l’Italia rimpiangeva un presidente d’urto e personalità come Tonino Matarrese alla guida della Figc laddove oggi con altri atteggiamenti ma ottima capacità di relazioni c’è Gabriele Gravina che anche in Uefa occupa un ruolo importante e soprattutto di stima. 

La potenza delle furie rosse ci porta anche a parlare ancora una volta, e qui in un discorso ellittico torniamo all’incipit del pezzo di oggi sul blog, a parlare di rapporti e presunta sudditanza psicologica o voglia di essere casti e puri.

L’italbeach soccer è fuori dai mondiali in Russia, a fine agosto. Peccato per i campioni d’Europa in carica assemblati in un baleno dall’ottimo ct Emiliano del Duca che hanno aspettato 18 mesi per ritrovarsi mentre altre nazioni avevano norme meno restrittive. Contro la Spagna è stata persa una gara messa in discesa con un 3 a 1 in pochi minuti ma amareggia pensare che le furie rosse sulla sabbia abbiano potuto godere di sviste come uno schiaffone rifilato sul lato panchine ad un azzurro o una zampata sul portiere Del Mestre con sterno incrinato lasciato impunito. Sotto accusa il gran capo degli arbitri Fifa Beach Soccer il ravennate Conti (ovviamente nulla c’entra che Collina pure sia emiliano perché Conti è vecchio fusto nel BS). Il sospetto è che il Beach Soccer sia arrivato a questi apprezzabilissimi livelli perché orchestrato a livello mondiale dai catalani (comunque spagnoli) Cusco e Rènales per i quali senza volerlo da parte loro c’è un rispetto che va al di là dell’immaginazione. E così  , povera Italia. 

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