Veleni no stop, Palazzi dello Sport infestati anche in clima pandemico: peccato

Unica nota lieta, i giovanissimi che finalmente possono tornare a stare assieme. Riecco lo sport di base, giovanile e amatoriale. Guardando a cosa accade sui tetti dei grattacieli, ormai non più Palazzi dello sport,  c’è da spaventarsi.

In Lega neanche il tempo di risistemarsi a capo della Confindustria del Pallone ed ottenere il posto da vicario in FIGC sostituendo per Gravina l’ormai incompatibile Sibilia, ecco Dal Pino silurato da 7 grandi club della A appena dopo la firma per il passaggio dei diritti tv a Dazn sulla storia dei fondi. Vicende che nessun tifoso va a laggere ma provocano un pandemonio. 

Lo sport vive un periodo esageratamente tribolato, esageratamente combattuto, esageratamente avvelenato.  Partendo dall’evento dell’anno, è fibrillazione continua:  Il Giappone preoccupato di salvare le Olimpiadi già slittate di un anno ha già chiuso le frontiere fino al 31 gennaio per evitare di scatenare una “nuova” pandemia letale.  Il 2021 è l’anno del rinnovo delle cariche al Coni e nelle Federazioni, la più popolare la Figc che intanto guarda al grande appuntamento sportivo saltato per la pandemia di Covid-19 cioè Euro 2020. I campionati europei rimandati al 2021 ma confermando da parte della UEFA una manifestazione con ben 12 sedi ospitanti. Il nuovo programma prevede che la corsa alla Coppa Europa cominci l’11 giugno e termini l’11 luglio 2021

Confermato per ora il format di partenza, ovvero quello che prevede il coinvolgimento di 12 città differenti nell’ospitare le partite, anche se naturalmente le regole potrebbero cambiare a seconda dell’andamento della curva dei contagi globale. l’UEFA non ha accolto la richiesta di alcuni Paesi di spostare tutte le gare in un’unica sede. Auspicio, e così sarà, che tutti gli accreditati saranno vaccinati. Compreso i giornalisti.   

Dunque confermato che il match di apertura allo Stadio Olimpico di Roma, mentre le semifinali e la finale saranno di scena alla Wembley Arena di Londra in Inghilterra, quella Inghilterra fuori dall’Unione Europea, dove i team dovranno andare all’uscita doganale col passaporto in mano. Erano già stati venduti tre milioni di biglietti nelle mani dei tour operators e non si sa se tutti confermano la presenza e sarà possibile aprire una finestra.  Il presidente Figc Gravina ha plaudito al ritorno dei 25.000 negli stadi europei. Ceferin con la Champions ha dimostrato di privilegiare il calcio giocato, e i suoi soldi, a tutto. 

Vediamo a questo punto qual è il calendario completo degli eventi sportivi 2021

Per la prima volta in 124 anni di storia abbiamo dovuto assistere al rinvio dei Giochi olimpici. Indubbiamente questo è uno degli eventi sportivi 2021 più attesi, e dopo lo slittamento le nuove date annunciate dall’organizzazione sono quelle che vanno dal 23 luglio all’8 agosto. I Giochi paralimpici invece scatteranno il 24 agosto e termineranno il 5 settembre. Lo spostamento di un anno sta creando non pochi problemi relativi soprattutto all’aumento dei costi. Inoltre si spera che la campagna globale di vaccinazione possa consentire l’apertura degli impianti sportivi al pubblico. 

La macchina olimpica è imponente se si pensa che conta almeno 11.000 atleti provenienti da 206 Stati differenti, circa 5.000 funzionari e tecnici, senza dimenticare 20.000 inviati dei media e circa 60.000 volontari. Questa complicata situazione intanto sta avendo un altro effetto negativo. Dagli ultimi sondaggi sembra che i giapponesi abbiano totalmente perso entusiasmo verso le Olimpiadi di Tokyo. In molti preferirebbero avere un ulteriore rinvio della competizione o la sua cancellazione definitiva

In Italia la corsa di Malago’ alla Presidenza Coni è insidiata da Di Rocco, ex presidente federciclismo, e dalla campionessa Belluti. Come è successo per la presidenza Figc, con le storielle frullate tra affari di famiglia e non solo, i veleni la fanno da padroni sui programmi. Peccato. Il 13 maggio a Milano comunque sarà competizione epilogo di una lotta che ormai fa dei colpi bassi una costante. E menomale che non ci sono interessi legati al vil denaro secondo i canoni del barone de Coubertin.  Aveva ragione Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha. Ma, e non vorremmo passare per fessi, è anche probabile che alla base ci sia la voglia di vivere tra imprese e passioni, impianti e speranze, al centro di una permanente soavità di bellezza: puoi anche essere remunerato capitano d’industria o strapagato manager di multinazionale, ma nessuna gioia è pari al vivere un’impresa agonistica che trasforma i sacrifici in trionfi. O anche in delusioni ma in omaggio ai valori più alti. E allora che la sfida sia nobile.

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