Europeo in tour: pugno dura Uefa. Ok solo a chi apre stadi a tifosi

UEFA da legare? Comincia a soffiare un vento da Nyon,Svizzera francese, fastidioso. L’Italia se non darà garanzie per consentire ingresso ai tifosi allo stadio rischia di uscire dal giro delle capitali indicate per l’Europeo itinerante. Con Roma ci sono in rigoroso ordine alfabetico Amsterdam, Baku, Bilbao. Bucarest, Budapest, Copenaghen, Dublino, Glasgow, Londra, Monaco e San Pietroburgo.  Con i vaccini a rilento che abbiamo, il fin qui equilibratissimo presidente Figc Gravina non può certo lanciarsi oltre il CTS e il Governo ma solo una frenata alla curva dei contagi e lo sblocco del tran tran sui vaccini pescando laddove è possibile da Sputnik a Johnson e Johnson può consentire al massimo organismo calcistico nazionale di dire alla Uefa ok. Ceferin per motivi organizzativi già complicati (onestamente mai come stavolta sarebbe stata ideale una sede unica invece che questo tendone tra aeroporti tamponi check in controlli, hotel come ospedali Etc) vuole risposte certe entro il 19 aprile. Praticamente, meno di un mese. Ucraina, Russia, Azerrbaijan, hanno riaperto al pubblico mentre come l’Italia ci sono al momento Francia e Germania, per esempio. L’Inghilterra versione Brexit sta andando di galoppo e già è stato ufficializzato che dal 17 maggio stadi aperti. La Spagna puntava ad una Coppa del Re con una macchia vera di persone sugli spalti  ma decisione rinviata mentre sabato prossimo 27 ad Amsterdam, all’Arena dedicata a Cruyjff, in 5000 entreranno ma dopo presentazione di test molecolare.   Anche il 2021 sarà un anno terribile per lo sport e le Olimpiadi ci saranno ma nessuno potrà programmare un viaggio in Giappone per vederle. A meno che non vada per motivi di lavoro e qualche amico giapponese non comprerà i biglietti per lui. Tour operator tagliati fuori dalla grande macchina a cinque cerchi. In Giappone i dati sono inferiori a Natale scorso ma in aumento nell’ultimo segmento del mese di marzo. Seiko (preciso) Hashimoto ha escluso stadi vuoti ma senza la coreografia dei fans provenienti dal resto del mondo.  Ma lo stesso capo del comitato olimpico nipponico in una riunione con la ministra dello sport Tamayo Marukawa e la governatrice di Tokyo,Yuriko Koike, ha poi deciso con il presidente del Cio Bach e quello del movimento paralimpico mondiale Parsons di mettere per ora uno stop alla possibilità di stranieri In Giappone per seguire da turisti i Giochi Olimpici.    Comunque il popolo giapponese sopperirà ad ogni défaillance e bisognerà dirgli di no per non vedere stadi stracolmi sulle tribune. Il no ai tifosi alle Olimpiadi ci porta in scala a scendere fino ai campionati dilettanti di calcio da far ripartire. Mini gironi di eccellenza, servono risorse per i tamponi a getto continuo e le società minori con l’incubo del vincolo sportivo verso il dissolvimento pensano ormai che fare attività così sia solo a rimetterci. E così arsenico e vecchi dispetti, grandi questioni dai diritti tv ai problemi dei dilettanti, il quadro è assai poco esaltante. 

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