Sport e fattore Q come qualità delle donne, non solo Quote

Fattore Q per le donne: Quote e Qualità. Quote rosa è un modo per dire che bisogna premiare le donne che hanno qualità ma faticano ad entrare nel circuito delle cariche. Dev’essere stata una esigenza apripista la legge che impone la parità di genere, in effetti casi come la Marisa Ballisario manager a capo di imprese sono sempre più emulati. E il capo del Governo Draghi ha scelto non le sole medaglie di Valentina Vezzali ma le sue indiscusse doti di tigre in pedana e tecnico in politica per dirimere le sportellate di lobby e partiti per il ruolo di Sottosegretario allo Sport.   

E’ un periodo in cui il mondo dello sport rinnova cariche o assegna mansioni. C’è un nuovo segretario all’Aia, l’associazione degli arbitri passata dopo 12 anni dalla gestione Nicchi a quella di Trentalange che ha suggerito al presidente Figc Gravina, che ha approvato e deliberato, il nome di Silvia Moro, sarda di Illiroi, 35 anni, romana di adozione, dal 2013 in Figc. Una scelta accolta con grandissimo favore dalle ex giacchette nere: laureata in lingue, tifosissima del Casteddu – che sarebbe la storica denominazione del Cagliari – accoppia conoscenza di garbato senso del rigore all’uso fluente delle lingue straniere più parlate. Per Trentalange, che ha rivoluzionato alcuni settori dell’Aia non senza far storcere il naso ai detrattori del suo vice Baglioni, la certezza di aver puntato sulla persona giusta.  Bisofgna dire per onestà che fu la gestione Nicchi a aportare a casa una riforma regolamentare per la presenza delle donne in organi tecnici e commissioni.   

Nella settimana del brusco stop al contratto della pallavolista Lara Lugli del Pordenone licenziata perché incinta, ecco altre donne elette e non nominate il che vuol dire chiaro plauso alle loro capacità:   Antonella Granata, calabrese di Rende, alla guida della federazione italiana squash. E noi giornalisti sportivi abbiamo festeggiato con ammirazione l’elezione di Novella Calligaris alla presidenza dell’associazione atleti olimpici e azzurri d’Italia. Indimenticata campionessa di nuoto, una storica medaglia la sua alle Olimpiadi di Monaco ’72, campionessa del mondo a Belgrado nel ’73 sugli 800 stile libero.  

E’ con orgoglio che scrivo il primo articolo sul blog di analisi e riflessioni sulla politica sportiva da Presidente Nazionale della gloriosa Unione Stampa Sportiva Italiana, che quest’anno celebra 75 anni di vita e di storia.  

Rispondendo a colleghi, che avevano letto con attenzione il programma elettorale, ho dovuto fronteggiare domande sulla quasi desertificazione di giornaliste nei quadri dell’Unione. Non paradossalmente, ma per generosità e determinazione mostrata da anni verso i temi sindacali è stata una donna la più votata per la composizione del Consiglio Nazionale: Mimma Caligaris, che trotta tra pagine da impostare e chiudere al pc e trasferte al seguito dell’Alessandria per “il Piccolo”, gestendo l’amore per i grigi e per Fausto Coppi con grande equilibrio. 

 Intervistato da un sito, ho elencato alcune colleghe che per abilità di scrittura, senso della notizia, garbo e competenza nel porgersi . alcune in tv, danno punti a molti maschi. Per nostra stessa ammissione. Non ripeto i nomi ma di certo i tempi in cui si vedeva in tribuna stampa o nei pressi degli spogliatoi ( al tempo aperti alla stampa con Gigi Riva che sfumacchiando confessava a Nino Petrone o Franco Mentana, per non dire di Murgia o Carmelo Alfonso le sue impressioni post gara)  di certo quei tempi in cui appariva una arrembante fulva Rosanna Marani firma della “rosea” sembrano preistoria. Il Guerin Sportivo le affidò una rubrica: “io li spoglio subito”, interviste strepitose. 

Ci fu poi Manuela Righini a Firenze, una carriera da capo al Corriere della Sera stroncata da un male incurabile, così come la signora della tribuna stampa di Marassi, Orietta Bonanni dell’Ansa, ad aprire la strada alle brave, competenti colleghe degli anni ’90. 

6Affidabilità, credibilità, al di là del sesso fanno di un giornalista il particolare rivelatore per essere ritenuto serio. Non direi esemplare, termine troppo impegnativo per un mestiere in fondo da ficcanaso. Ma le colleghe hanno una curiosità innata e sempre più sul campo stanno di certo arricchendo il panorama della stampa sportiva, al di là del rosa che è il colore della maglia che simboleggia il vincitore della corsa italiana dello sport che più amo: il ciclismo.     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: