Sos sport uccise dal Covid generazioni di possibili fenomeni

Il problema non sono i soldi erogati per lo sport cancellato. Parlo da Vice Presidente dell’Unione Stampa sportiva Italiana, che ha al suo interno migliaia di giornalisti che raccontano lo sport e il territorio, le imprese di generazioni di fenomeni e possibili fenomeni. 

Chiudere l’attività giovanile degli sport di contatto (quali sono realmente?) significa aver definitivamente, dopo il lockdown della scorsa primavera e più pausa estiva con 6 mesi di fermo, distrutto una generazione: i nati tra il 2003 e il 2005 sono finiti in un tritacarne.  

Le frasi di circostanza non convincono: non è contatto la serie A di calcio, lo è il campionato giovanissimi. L’assoluta mancanza di cultura sportiva ha determinato questa posizione presumiamo suggerita dal Comitato Tecnico Scientifico. Privare i ragazzini della parte ludica della vita, fatta di sogni e contatti con allenatori che spesso sono secondi padri o mamme,  è aberrante. Ragazzini con storie di famiglia difficili, capaci di confidarsi con il suo coach, o maestro: Patrizio Oliva, una storia pugilistica e sportiva dorata e non placcata, o Gianni Maddaloni sono a turno sentinelle o missionari della legalità. E come loro tanti e tanti altri in tutta Italia. E’ bastato andare in palestre di società sportive per vedere rigorose misure anche nel non lasciare borse negli spogliatoi, neppure un paio di scarpe.  Idem sui campi delle scuole calcio o delle formazioni giovanili. Alle Olimpiadi del 2028 forse avremo una Italia sconquassata da un anno estremamente formativo polverizzato. Con molti lati oscuri. Se è vero che nella caccia all’asintomatico i sodalizi di judo o basket, volley o basket, calcio o rugby, non hanno la forza economica dei club professionistici a partire dal calcio per effettuare controlli no stop, è proprio lì che bisognava destinare le risorse e in prove di dialogo costruttivo Sport & Salute – la cassaforte di Governo – avrebbe dovuto sfruttare la prepotente territorialità del Coni per verificare l’uso corretto e chirurgico delle risorse.  

Magari vedremo asd del pincopalla sport con pochi tesserati ricevere il contributo con gioia perché la formazione degli atleti mai l’ha riguardata essendo più che altro una ludoteca e invece gloriosi team e sodalizi con sedi sociali accorsate, strutture curate, finire in bancarotta a livello economico e morale.  

Con una lettera a Il Mattino il Presidente del Coni Giovanni Malagò ha voluto sottolineare l’atroce destino per un milione di ragazzi, sportivi tesserati e in piena fase di formazione umana e atletica. Condanniamo la generazione dei ragazzi vittime di tablet e smartphone, incapaci di parlarsi se non in chat pur essendo vicini, e vengono spente le luci della passione, dell’ambizione, in tantissimi casi anche dei sogni. Sarebbe desiderabile che le numerose meravigliose medaglie olimpiche dello sport italiano, insieme coi titolati calciatori mundial che pure sono stati bambini, e ricordo Fabio Cannavaro in un quartiere di Napoli giocare per strada, organizzassero una protesta in streaming per sottolineare il grande valore dello sport praticato. 

Si dirà, è una decisione di un mese. Ennesima mazzata. Già sono saltati tutti i tornei nazionali e internazionali giovanili, ora si fermano o non partono i campionati. Non sono luoghi di assembramento i campionati giovanili di rugby. Sport educativo al massimo.   

 S come Sport, S come Spettacolo. Per un cantante che applaudi, ci sono centinaia e a volte migliaia di persone che lavorano avvolgendo fili, mixando cursori, per un sano guadagno ma senza lustrini. E con la presenza degli steward si arriva a tanti lavoratori collegati.  

Cinema e teatri chiusi. Ovunque, come nelle palestre (altro settore devastato a dispetto di investimenti già inutili) grande attenzione al distanziamento. Le sale cinematografiche, purtroppo, erano deserte. Eppure rieccole chiuse. L’Italia, dalla Toscana con Tom Cruise, alla prossima uscita di 007 con scene girate a Mastera, Gravina di Puglia, Sapri, è location eccezionale. Ma anche questa fabbrica rimette i sogni nel cassetto.  

Certo, la salute prima di tutto ma guai a pensare che ci sia una salute di serie A e una per il resto del gruppo.            

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