ALLARME ONDATA COVID E DIRITTI TV LE SPINE DEL CALCIO ITALIANO

Verso la nuova serie A c’è una partita dei soldi e salute. Cominciamo dal fattore COVID, che sta già falcidiando la prima parte dei ritiri facendo venire il sospetto che la stagione “regolare” sia stata portata a termine perché così doveva essere.
Ora si conoscono già molti casi, ed ecco la Roma, il Napoli con Petagnone già in quarantena, il Benevento a Seefeld, Austria, appestato con un caso accertato e allenamenti a gruppi di 4, amichevoli tutte saltate, governo austriaco che impone severe indagini, cosa che ovviamente la società già di suo aveva predisposto. Sconvolge, per misterioso disegno astrale, la positività di Mihajlovic, che non gode della buona salute di base – scongiuri d’obbligo – di Mirante. Sembra che i giovani aggregati alle “rose” dei titolari reduci da vacanze in località a rischio da asintomatici abbiano creato il pasticcio. Ma non solo loro.
Il 19 settembre è dietro l’angolo ma anche questa sarà una stagione complicata. Ammesso che parta per tempo, c’è il fattore soldi che tiene banco. Ad esempio, dovesse vigere il no spettatori salterebbero le campagne abbonamenti che per grandi club, dalla Juventus alla Roma passando per Milan e Inter più che il Napoli da molte stagioni lontano dal classico comprare a scatola chiusa, rappresentano un mettere in cassaforte liquidità spesso necessaria per operazioni spalmate. Le neo promosse poi sono letteralmente vittimizzate dalle partite a ore chiuse, considerando che da Spezia a Benevento l’entusiasmo di base e il fascino del big match scatena corse al botteghino. Senza quei soldi, rimane il diritto alla serie A e la torta dei diritti televisivi.

MADRE DELLE BATTAGLIE. Ed eccola la madre di tutte le battaglie che vede in prima linea il presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis che ha illustrato a tutti cosa significa autoprodurre lo show del pallone per poi rivenderlo. Tutti, dai grandi network ai social come you tube o ancora meglio tik-tok.
L’unico discorso che non combacia con la struttura economica del progetto è quello della passione. Pensare di poter creare un pacchetto chiuso con i migliori giornalisti che animino il dopo calcio e pensare al contempo che si possano così accontentare le aspettative dei tifosi di venti squadre è una cosa che supera il camminare sulle acque di Mosè.
Aurelio de Laurentiis ricorda che “l’interesse di tanti fondi dimostra che la Lega di A deve essere autonoma e far brillare il suo valore. Governance sacra e in capo alla Lega. Il tutto per far crescere la cultura d’impresa frantumando il gioco dei furbi. Necessario – ribadisce nella premessa del suo studio il presidente del Napoli – rendere più competitivi i club medio-piccoli al fine di produrre un campionato più omogeneo e interessante per tutti i tifosi fino all’ultima giornata della stagione”.
Cvc, Advent, Baine ancora Apollo, Fortress, Blackstone: chi sono? Non possibili nuovi protagonisti sulla scena della serie A ma i fondi interessati al business del pallone in tv e dunque quanti con dentro in mano si presenterebbero dagli autofinanziatori della media Company nella mente di de laurentiis e lotito.

Non sarà facile, domani in Lega con abbronzature si troveranno i presidenti della serie A per la patata bollente. Vedremo.

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