Pericolo arbitri, sos champions dopo ultimi orrori

Aiuto; se le premesse sono queste, nella fase finale a otto della Champions League in Portogallo si farà notte, vedendo volare in cielo sotto la luce dei riflettori il regolamento del gioco del calcio. Coriandoli di regole strappate da arbitri da paura. Il turco che ha sbagliato tutto il possibile in Barcellona-Napoli sembrava aspettase segnalazioni da Houston ai tempi dei primi lanci sulla luna. Il Var come un incubo. Virtual assistence referee ma virtual davvero, roba da brividi. Già la Juve si è ritrovata – per la verità senza fiatare – scopata via per un rigore lettaralmente regalato al Lione allo Stadium. Un episodio che ha timbrato in negativ0o la partita, al di là dei demeriti di Sarri poi di fatto licenziato dalla squadra che mai lo ha sopportato, dai tempi della scorsa estate quando una sconfitta contro l’atletico madrid provocò salaci commenti del tecnico toscano con la vecchia guardia bianconera che voci di dentro dicono se la sarebbe segnata per sempre.  “e noi abbiamo perso due scudetti contro questi?”, la frase incriminata che Sarri avrebbe rivolto ad un suo collaboratore tecnico.

Mamma lo turco, la gara di Barcellona ha visto i comunque fortissimi blaugrana passare con un’azione così fallosa che neanche in un torneo amatoriale sarebbe passata liscia. Langlet ha scaraventato Demme su Koulibaly, franato a sua volta così da lasciare spazio per la conclusione in acrobazia del difensore del Barcellona. Uno schema che Il Real Madrid ha ideato e perfezionato per le conclusioni di testa di Sergio Ramos, specialità della ditta. Non ne parliamo del gol annullato a Messi, petto-mano visto solo dal Var. Le squadre italiane, a conferma che nel calcio non esistono occhi di favore, mai in Europa hanno avuto un trattamento equo e giusto, altro che di favore, nonostante i ruoli ricoperti prima da Pierluigi Collina, oggi gran capo arbitri Fifa ma finito anche sotto la scure delle male parole di De Laurentiis dopo la gara al San Paolo col Dnijepr, e del suo delfino-erede Roberto Rosetti cheè stato a capo dell’asso arbitri di Mosca così come il più celebre calvo in giacchetta nera lo fu nella ex Urss e in Ucraina. Mosca 2018 è stato un magnifico mondiale per la rigorosa organizzazione, sul campo meno.Tornando a Portogallo 2020 aiuto-aiuto è il grido più scontato. Pochi giorni fa Rosetti aveva segnalato che la ripresa delle competizioni UEFA porta con sé una serie di emendamenti al regolamento di gioco.Gli emendamenti, approvati dalla International Football Association Board (IFAB), sono entrati in vigore il 1° giugno 2020, data di inizio ufficiale della stagione calcistica 2020/21, ma saranno adottati anche per le restanti partite di UEFA Champions League, UEFA Europa League, UEFA Women’s Champions League e UEFA Youth League 2019/20, oltre che per la partite di qualificazione 2020/21 iniziate questo mese.

“In generale si tratta di variazioni minime – ha dichiarato a Uefa.Com Rosetti – e le più importanti riguardano la regola 14 (calci di rigore) e le regola 10 (determinazione dell’esito di un incontro)”.

Regola 14 – Calci di rigore

• Un’infrazione del portiere non viene penalizzata se un calcio di rigore manca la porta o rimbalza dalla porta (senza tocco da parte del portiere), a meno che l’infrazione influisca chiaramente sul tiratore;  Il portiere viene richiamato per la prima infrazione e viene ammonito per qualsiasi altra infrazione; Se il portiere e il tiratore commettono un’infrazione esattamente nello stesso momento, viene penalizzato il tiratore. “In particolare – aggiunge Rosetti – se il portiere para il rigore abbandonando la linea di porta in anticipo, non viene sanzionato la prima volta, ma deve essere sanzionato in quelle successive. “La maggior parte delle violazioni si verifica quando il portiere anticipa il movimento. Oggi, però, infrazioni anche minime vengono rilevate dal VAR”.

Articolo 10 – Determinazione dell’esito di un incontro

• Le ammonizioni e i richiami precedenti non vengono conteggiati ai calci di rigore. Nelle partite che terminano ai calci di rigore, le ammonizioni precedenti non vengono conteggiate. Questo vale per tutti i giocatori ma soprattutto per i portieri, che ai tiri dal dischetto sono più sotto pressione. “Secondo la IFAB e il regolamento di gioco, i calci di rigore non costituiscono parte dell’incontro, ma sono solo un modo per determinarne il vincitore – spiega Rosetti – Al momento, se il portiere è stato ammonito durante i tempi regolamentari o supplementari e anticipa il movimento ai calci di rigore, viene espulso. Questa eventualità diventava più plausibile al giorno d’oggi con il VAR, che avrebbe penalizzato il portiere più di altri giocatori. Riteniamo che si tratti di un cambiamento importante. Questi emendamenti sono separati da quelli temporanei adottati per le restati partite della stagione 2019/20 in risposta alla pandemia di COVID-19, ad esempio le cinque sostituzioni”.

Più interpretazioni che certezze, e i papocchi al Var non sembrao il prologo migliore alla nuova stagione ch inizierà il 19 settembre, con il mondo arbitrale italiano diviso su più fronti, a cominciare dalla presidenza agli organi tecnici. 


Gianfranco Coppola
Capo Redattore Vicario
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