Juve così è troppo facile: avversarie sciolte al sole

Salvo complicazioni, per la Juve, in Italia storia chiusa. Lo scudetto non si stacca dalle maglie bianconere, sembra questa la sentenza vedendo l’Inter balbettante, la Lazio arrancante. Per lo sport sarà un agosto strenna. Appassionati di ciclismo in solluchero per le classiche italiane e il mitico Tour, spettacolo assicurato. E poi la final eight di Coppa dei Campioni che può riservare qualsiasi sorpresa. Ci saranno due squadre italiane subito in campo il 7 agosto, con la speranza che possano sia Juve che Napoli andare a far compagnia all’Atalanta già qualificata per l’affascinante gran finale a Lisbona fino al 23 agosto. 

 In Italia la partita è chiusa senza novità. Mai bella, ma sempre cinica, sicario infallibile, la Juventus è destinata all’ennesimo scudetto. Inter e Lazio per ora sono alle prese con la lotta per il secondo posto. La battaglia champions si annuncia avvincente così come quella per la qualificazione in Europa League, pensiero che il Napoli si è già tolto vincendo meritatamente la coppa Italia. 

VELENI. Il campionato alla ripresa dopo tre mesi di stop non sta offrendo grandi partite, tutt’altro. La squadra più in forma è l’Atalanta. Terrorizzato dal finire nel dimenticatoio, ma anche usato da astuti giornalisti che conoscono bene come il boemo mai passi inosservato, Zeman ha detto che pur vivendo nel territorio più tormentato la formazione orobica è quella che si è presentata nelle migliori condizioni alla ripartenza. Subito caccia al sospetto: Zeman accusa Gasperini di truccare la preparazione? Illazioni, non di zeman, ma di stupidi ricamatori, che non sanno come oltre ai tamponi i bergamaschi usano screening di ogni tipo e sono stati serissimi come società e tecnico durante il lockdown potendo sfruttare spazi in case meno panoramiche ma con garage o cantinole adibite a palestra. 

 Ha fatto bene Zeman a non scusarsi perché conoscendolo da 30 anni avrebbe usato ben altre parole e non punture di spillo per dire che c’è qualcosa di losco nella verve di Zapata e Papo Gomez.

FRATELLI DIVERSI. Mentre Pippo Inzaghi sigilla una stagione da record col Benevento, Simone striglia la squadra ma l’occasionissima sembra perduta. Infortuni e sfortune hanno penalizzato i biancocelesti nel momento in cui la Juventus ha fatto capire che la qualità dei singoli (CR7, Dybala, Douglas Costa) insieme con la tradizionale ferocia agonistica nello gestire situazioni al cardiopalmo non conosce rivali. Conte ha timbrato l’Inter fino a febbraio, poi un progressivo accartocciarsi su una carenza di tensione agonistica penalizzante. Pippo ha voluto i record, e prima che la squadra facesse naufragio a Crotone ha voluto darci dentro anche a dispetto di una delle consolidate tradizioni del mondo del calcio: contro la Juve Stabia, cugina campana nei guai per due ko alla ripresa, sarebbe bastato un pari per festeggiare. Ma il Benevento ha voluto vincere tra la sorpresa di chi segue il calcio da una vita ma evidentemente ad arrivare lassù con una piccola quanto insignificante macchiolina Pippo e i suoi non lo hanno ritenuto all’altezza di una stagione magica, che ha premiato una società patriarcale e un blocco tecnico unito. Chiaro che per la A servirà rinnovare la squadra con innesti di qualità, ed esperienza, e potenziamento dell’organizzazione societaria. 

PRESIDENTI BI FRONTE. La Lazio nella polvere alzata dal suv bianconero, induce il patron Lotito a fare una riflessione. La “sua” a metà Salernitana è in corsa per i play off promozione ma è opinione diffusa che stante la regolamentazione sulle multi proprietà non ci sarebbe la volontà di insistere su una ipotetica corsa verso la serie A. Che sarebbe invece un affare, e certamente non solo per Lotito. Non aspetta altro Gianpiero Ventura, che dopo il crack per Russia 2018 avrebbe una grande opportunità di riscatto e rilancio.

 Pur nella canicola, con orari a coriandoli, il calcio è tornato con mille motivi. Senza tifosi e ahinoi con i dati recenti di contagi in riemersione probabilmente per questa stagione nulla da fare. Ma la smentita alla previsione è l’augurio più caldo che facciamo a noi stessi.     

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