Lanterna fioca fioca, incubo per la serie A

Guardando la classifica, il Napoli trova motivi per rincuorarsi a cominciare dal posizionamento. Riecco la squadra incasellata nella prima colonna della classifica, ed è già tanto se si considera che a Cagliari si è sofferto oltre l’immaginabile prima che Mertens telecomandasse il pallone alla sinistra dell’incolpevole Cragno. Il lampo è bastato per fare luce. Servono punti più che bel gioco e la voglia di sentirsi uniti. In questo senso è apprezzabile il lavoro di Rino Gattuso che ha coraggio e onestà intellettuale. Non è certamente perché Allan fu quello che avrebbe preso per il bavero Edo de Laurentiis nella famosa notte dell’ammutinamento per meritare l’esclusione dalla rosa dei convocati. Piuttosto, perché non si allena come si deve e come piace a Gattuso. Domani è un altro giorno e si vedrà se Rino riaprirà le porte ad un Allan ritrovato per grinta e concentrazione.
Il campionato vede il Napoli alla disperata ricerca di un piazzamento Uefa, fermo restando che il sogno vamos a matar el Barca resiste nel cuore ma è soprattutto la Coppa Italia il podio possibile che il Napoli insegue. Ma l’obiettivo Europa league è giusto fissarlo come traguardo.
Il campionato in testa offre il piacere di un duello con la Lazio terza ma è in coda che il calcio italiano vive l’agonia di Genova. Il vecchio Grifone, il Genoa Cricket and Football Club, il più antico sodalizio calcistico italiano, anagrafe 1893, arranca in piena zona salvezza nonostante il colpaccio di Bologna con alla guida Davide Nicola, uno che sa Trasmettere valori al gruppo. Sembra però ormai avviato al declino il percorso padronale di Enrico Preziosi, che tra le sospette fughe col Como calcio e il pasticcio per il voto a Miccichè poi rinnegato con il conseguente addio dell’Ad alla Lega Professionisti e il riavvio di arsenico e vecchi dispetti sta gestendo la società con difficoltà.
Non va meglio al vulcanico dirimpettaio Massimo Ferrero, detto er viperetta. Sarà anche intelligente e pittoresco, vulcanico e mediatico,ma di sicuro l’aver intavolato trattative per vendere al gruppo capeggiato da Vialli che ha poi fatto dietrofront conferma che lo stesso presidente non sente più benzina per alimentare la macchina Doriana.
La Samp non è stata migliorata da Claudio Ranieri, allenatore di grande esperienza e per alcuni detrattori uno “perseguitato dalla fortuna”, se si pensa allo scudetto vinto col Leicester in premier League ma anche altri brillanti risultati tra Spagna e Italia non figli del caso. La modestia del gruppo sposa il vuoto di energie nervose e così la Samp, randellata sul suo campo dalla Fiorentina, sembra messa peggio del Genoa nella drammatica lotta per la salvezza. La Lanterna è il simbolo storico di Genova, una luce storica e sicura, riferimento per i naviganti. Sarebbe un delitto se in serie A la luce della Lanterna si spegnesse.
Intanto annunciati curiosi sul lungomare quando all’ora del caffè post pranzo ci sarà l’adunata per “Si vive una sola volta”, l’ultima produzione della coppia Aurelio & Luigi de Laurentiis, con Carlo Verdone. Il titolo è emblematico e riassuntivo del senso del quotidiano.

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