Un’app Var per gli addetti ignoranti prima che diventi Var-War

Roma a capocciate, Massa dice no alla rivisitazione dell’azione incriminata e scoppia la rivolta giallrossa. Ieri sera MARIANI IN Genoa-Milan ha sostato per  una srie infinita di minuti davanti allo schermo Var a bordo campo, nonostante in sala macchine ci fosse mazzoleni, uno dei capi del progetto Var. Un bel segnale di personalità da parte di Mariani ma anche quel continuo dire mandami il basso, rimandami l’alto, la frontale, la laterale con energie nervose bruciate dai calciatori e pubblico rumoreggiante.

Rispetto alla prima sperimentale stagione, i tempi del Var si stanno allungando. Ed è un danno per il calcio. La Roma rumoreggia per Massa che era talmente convinto di aver visto bene che ha ritenuto inutile andare a rivedere, e questo fa parte del regolamento. Ma il regolamento per bene, pagina per paginba, non lo conosce nessuno. O perlomeno non è conosciuto punto per punto. Siccome viviaso in epoca 5.0, con protagonisti del calcio sempre online, conviene mettere subito in circolazione una Var App, che non diventi una WAR APP.

Presto cabina di regia a Coverciano, tutto passerà per la centrale video al Centro Tecnico federale e il lavoro sarà facilitato, ha detto Nicchi che con Rizzoli sta facendo da “confesore” agli arbitri che schiacciati dal peso delle macchine sono sempre più poveri a livello d personalità, fatte alcune eccezioni in testa il “vecio” Orsato con Rocchi a mo’ di medico di famiglia quando le cose si complicano.

Una volkta gli arbitri erano sigililati, molto più che blindati. Poi ci fu Cocerciano porte aperte, una pratica instaurata da Paolo Casarin. Ma parliamo di un gigante a livello di personalità che aveva una serie di primattori con spalle solide, da potersi permettere confronti e scontri in Aula al Centro Ridolfi. Qualche nome: Collina, Cesari, Longhi, Baldas, Boggi e ancora Treossi, perfino Cinciripini per non dire di Amendolia buonanima o lo stesso Lanese prima che diventasse capo Can A.

Adesso gli uomini in divisa fluorescente (lasciamo perdere quante mute e qualche svarione in proposito) fanno spallucce e pure in campo vengono ahiloro presi per il bavero mentre in 6 parlano in cuffia e presto ci sarà la centrale.

AIA porte aperte è una mania ma senza troppe basi, il Palkazzo di Vetro deve avere anche pareti fumè: si vede da dentro verso fuori e non viceversa. Altrimenti, diventa un tiro al bersaglio e addio brand reputation, per usare un termine moderno.

Un esempio? Cco la pagina twitter Aia sul lavoro della Commissione Scientifica a Coverciano, quelli che leggete sono i commenti postati: risposta a @AIA_it; Fate pulizia a coverciano mortacci vostra; in risposta a @AIA_it Aspettiamo con ansia i voti di Pairetto a Bologna-Roma, di Abisso a Lecce-Roma e di Massa a Roma-Cagliari; In risposta a @AIA_it Ma annate da ‘no psicologo bravo invece de fa’ l’arbitri. Rifiuti umani; In risposta a @AIA_it Buffoni; In risposta a @AIA_it Massa fa schifo, state falsando il campionato;; In risposta a @AIA_it  Andate a cacare;; in riisposta a @AIA_it Durante la riunione avete deciso anche quanto era il compenso di #Massa per arbitrare contro la Roma oggi? O era volontariato?

Tornando al punto, serve che i protagonisti conoscano il regolamento e una APP magari on demand ad iscrizione limitata faciliterebbe le conoscenze, ma una maniera per ridurre i tempi di decisione è necessaria. Fondamentale.

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