Quale Italia del pallone si presenta a Milano agli occhi della FIFA

Milano, Italia: calciomondo. Alla Scala (del calcio) stasera la cerimonia di consegna dei premi FIFA The Best ai migliori calciatori e calciatrici mondiali, manifestazione ospitata per la prima volta in Italia, in una città di lunga tradizione calcistica come Milano, dove la passione per il bel gioco è radicata nella vita quotidiana, e in un luogo speciale come il Teatro alla Scala.

Quello che prima era il FIFA World Player si presenta dal 2016 in una veste nuova, il FIFA The Best. Nell’ultima edizione il premio maschile è stato vinto dal croato Luka Modric, mentre la brasiliana Marta fu incoronata migliore calciatrice al mondo. Il premio non è di quelle sviliti da sponsor aggressivi e manovre più o meno sportive. Favorito il difensore del Liverpool Virgil Van Djick, tra le donne più incertezza.

Sarà una straordinaria occasione di immagine per il calcio italiano, con i più alti e qualificati dirigenti a convegno.

Un bene per i nostri Palazzi del Pallone sventrati? Sulla carta, si. Perché per la prima volta da parecchi anni in qua non c’è un Commissario a sorvegliare mandrie imbufalite. Le quattro leghe hanno i vertici in ordinaria amministrazione, così come la Federcalcio offrirà il brizzolato presidente Gravina in alta uniforme. Ma come è nuoto, fuoco cova sotto le ceneri. Gravina ha sottoscritto un patto con Sibilia, dopo le baruffe che portarono al comissariamento Fabbricini (un’abile operazione del presidente del Coni, Malagò, oggi al centro di proteste vibrate per le sue lettere al Cio in cui accusava il sistema Italia nello sport) per un mandato a termine. Ricapitolando: due anni Gravina, poi Sibilia. E’ già tutto saltato. Ed è noto. Il ridisegno in Figc è opera di Gravina in toto, e gli scenari non si annunciano esaltanti. Comunque Milano,Italia non sarà solo un modo di dire. Una scelta quella della Fifa di grande valore per il movimento calcistico italiano e Rai Sport Hd manderà in onda la cerimonia in diretta.

Tra le curiosità che verranno poste a Gianni Infantino, l’abile presidente Fifa con chiari origini italiane, dirigente di lungo corso e stimato nei continenti, c’è quella del Var.

Un esame a due velocità: in Italia ci sono casi che durano minuti,in Champions basta un lampo e si riparte. Sarebbe curioso che proprio il campionato apripista, il torneo tester con coraggio e senso di responsabilità, diventasse il mattone indigesto. Vedremo.   

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