Impresa Universiade, ma sul San Paolo tornano a volare stracci. Medaglia nera.

E’ lo stadio San Paolo il buco nero dell’Universiade. Magico colpo d’occhio nella cerimonia inaugurale, geniale e ricca di stelle; coinvolgente atmosfera in quella di chiusura, festa con lacrime e sorrisi assieme come succede quando stai assieme per tanto tempo e condividi ansie e speranze. 

Non potendo rinunciare all’eccesso, da Dimaro il patron del Napoli ADL ha subito acceso la miccia: così non ci piace, via la pista d’atletica. E subito riecco la guerra col Comune. Ma come? E’ stato il San Paolo la croce del commissario Basile (medaglia d’oro al valore) con riunioni tumultuose made in ADL perfino per la scelta dei colori ed oggi via la pista di Bolt? Un battage enorme di fronte alla striscia blu di ultima generazione che diventa ingombro? Allora è vero che c’è sempre la volontà di un pool di uomini d’affari di dare corpo ad un nuovo stadio? La verità è che il  San Paolo ha fatto naufragio di spettatori con l’atletica, escluso le finali ma comunque senza boom, e al di là di scarso appeal anche come immagine in città,  senza un gonfiabile della mascotte o altro. Ne riparleremo del mancato supporto a Universiade “sul campo” a livello di strategia di comunicazione e marketing. Ma la verità è che andava rifatto il Collana, che avrebbe dovuto fungere da polo per l’atletica. Incastratoi nel cuore del Vomero, quartiere ricco di passione per lo sport, al centro di un via-vai colossale, avrebbe fatto il pienone sempre. Senza difficoltà di parcheggio e zone sbarrate come per il San Paolo. Per rendere omaggio a Re Calcio l’Universiade ha perso proprio per colpa dello stadio la sua sfida più Bella, lasciando che il Collana delle dispute Comune-regione sia ancora cantiere aperto e invece avrebbe rappresentato il fiore all’occhiello tipo Levallois a Parigi, quartiere con vocazione sportiva e impianti storici riadattati.      

L’Universiade è stata un grande successo soprattutto in provincia, e ai limiti della periferia, pur con le pezze necessarie per rimediare ad inevitabili carenze nel piano trasporti per esempio. Ma laddove simili manifestazioni lasciano voragini di debiti e strutture destinate al macero, basti pensare ai Giochi di Rio de Janeiro o andando indietro al crac di Atene, questa è stata una straordinaria occasione. Impianti restituiti allo splendore ed alla comunità, colori e comodità. A Napoli Est trionfo di pubblico al Palavesuvio, l’ex rudere. Dall’altro lato l magia della piscina dei tuffi e la Scandone dei miracoli ormai simbolo di perfezione e candidato teatro di gara per grandi eventi natatori. La stessa Mostra d’Oltremare tra judo e shooting e la location tv per 14 giorni ha riguadagnato posizioni pensando a cos’era nella mente di chi la progettò e cosa potrebbe essere se si decidesse di investire o lasciare campo libero alla joint-venture col privato per importanti iniziative, non solo noleggio dei capannoni per stand e varie fiere. In questo senso, confortano le idee del consigliere delegato Valeria de Sieno, che viene dal mondo dell’impresa privata. 

 L’Universiade ha destato un sussulto d’orgoglio poi diventato fierezza in campania, e al di là di Salerno, Avellino col basket soprattutto e Benevento, sono state le città assurte a capitale dello sport Universitario a meritare la medaglia. Ecco Casoria città dello sport, Afagola o Ariano Irpino, cava dei tirreni e Nocera, Eboli col Palasele e l’elenco è lungo. Ovunque festa di pubblico e di popolo. Ed è vero che il cruccio immediato si aggancia ad un domanda: cosa ne sarà di queste nuove realtà essendo proprietà dei comuni solitamente anemici ? Casse dissanguate, quasi sempre le strutture sportive hanno pagato il taglio per consentire interventi d’urgenza su sanità o emergenza rifiuti. De Luca ha lasciato circolare per poi confermare (ribadendolo quando officerà in solitudine la conferenza stampa di bilancio Universiade) che l’Agenzia Regionale per l’Universiade potrebbe tramutarsi in una sorta di Agenzia Regionale per lo Sport. Ma quando si innestano simili meccanismi l’ufficio complicazioni è sempre aperto.

Intanto, calato il sipario sul racconto di pezzi di vita del mondo grazie allo sport, la scena sarà ripresa dalla Passione per il Business contro la Passione per la Maglia: pista si o no? Sportellate per il San Paolo, in fondo ci voleva una maglia nera in questa festa di colori.

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