DOPO IL BARI, L’HAJDUK. ADL: SERVE RICONQUISTARE NAPOLI.

Il sopracciglio  sulle ventitre’, Carlo Ancelotti tallona la Juve della qualità e degli abusi, Un giovane arbitro intimidito, Chiffi, che neppure di fronte a testate proditorie ha sventolato il rosso sotto il naso di Douglas Costa, incappato in una domenica da TSO.

Il Napoli c’è. C’è perche ha qualità nella rosa, ha possibilità di variare gli schemi anche in corsa. Scoprire ruoli nuovi anche per non più giovanissimi, come Hamisk e Insigne. E ha l’esperienza, la saggezza , la certezza di essere di Carlo Ancelotti. Di fronte ai nostalgici che si perdono nel blu firmato Chelsea della Premier, lui replica con passi costanti. Parlò di episodio contro la Samp, fu un crollo, e contro una ordinata Fiorentina ha ipreso la marcia. Di certo senza entusiasmare ma con saggezza.

La verità è che Ancelotti sta scoprendo una realtà inedita: quando gli fu proposto il Napoli, sicuramente la sua mente è andata al San Paolo stracolmo di gente e passione conosciuto da calciatore prima e allenatore poi, sempre comunque da avversario. E invece eccolo remare controcorrente appena alla seconda gara casalinga in casa: coriandoli di spettatori, molti recuperati all’ultima ora grazie alla politica del minore a 2,50 euro in ogni settore purchè accompagnato , naturalmente.

Ancelotti contava sul pubblico, che non c’era. Col cuore i soliti milioni di tifosi, allo stadio solo chi riesce a non avere il fegato come un cimitero di caduti di guerra: tutte piccole croci in successione.

Polemiche sul glorioso impianto, il sindaco in rotta, il presidente che un po’ (o tanto?) ha rotto:   porto la squadra a giocare la Champions a Bari, dove peraltro sarebbe impossibile per permessi e vigilanza. Dopo il Bari compro l’Hajduk Spalato. Insomma, una serie di avvertimenti di cui nessun tifoso avvertiva la necessità. ADL ha avuto la capacità di perdere Napoli al di là di chi gli dà ragione o torto. Il presidente inarrivabile, hollywoodiano con occhiali neri e capelli ingelatinati, è sempre più lontano dalla gente, dal popolo.  I tempi cambiano e forse Lauro ora sarebbe più pittoresco, ma ADL twitta per dire bene, bravi, bis. Ama far sapere cosa pensa senza contraddittorio. 140 caratteri e così sia. Come segnalai tempo fa, per Ancelotti il compito più duro sarà allenare ADL, renderlo comunicatore ma non on demand. Voglio parlare?  Chiamo chi dico. O chi paga.  Sperando che Carletto abbia forza e soprattutto pazienza per farlo con tenacia. Il Napoli c’è, perchè non alimentare l’operazione rincorsa?

 

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