AdL ed Infantino gemelli diversi, forse.

Cosa hanno in comune Gianni Infantino e Aurelio de Laurentiis? Non solo loro, certo, fanno di business is business la preghiera del mattino. Nel calcio, ma nello sport in generale, ormai va così. Ma il punto centrale sta nel fatto che la corsa al profitto non sempre impatta in maniera così palese con la passione, l’amore per una squadra.

Cosa hanno in comune, dunque? Innanzitutto che negli ultimi tempi ambedue hanno posto una questione economica sul tavolo convinti di avere le carte per assicurarsi il piatto. Il presidente della Fifa reduce da un mondiale ricco di pubblico ma è un particolare che non cancella buchi neri: in testa la squalifica revocata al nazionale statunitense  Balogun. Recentemente l’intenzione di far entrare i privati nell’organizzazione del Mondiale che già negli Usa ha preso la strada che Maradona indicò anni fa con la proverbiale lucidità: avremo 4 tempi per gli spot. Ed è successo.

E’ battaglia con la Uefa, con la Figc che ha manifestato il “non appoggio” alla candidatura di Infantino. Ceferin ha in organigramma l’ex presidente federale Gravina e l’avvocato Ceferin “si prepara ad avviare un procedimento penale in Svizzera contro il presidente della Fifa Gianni Infantino per il tentativo di aprire a investitori privati una parte delle attività legate ai Mondiali. La possibilità di un’azione penale emerge da documenti legali con cui la Uefa sta cercando di ottenere negli Stati Uniti materiale relativo al progetto. In uno degli atti visionati da Sky News si fa riferimento a possibili accuse nei confronti di Infantino e, eventualmente, di altri funzionari e consulenti Fifa per “mala gestione criminale” ai sensi dell’articolo 158 del Codice penale svizzeroLa richiesta di documentazione è stata presentata al Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York e coinvolge JP Morgan, il potenziale investitore principale Thrive Capital e il suo CEO Joshua Kushner”.

Aurelio de Laurentiis è stato tra i più accaniti sostenitori di Malagò ma di certo ha la mentalità Usa senza gettare di Infantino perché l’azzurro del cielo pre gara col Como è stato oscurato dalla polemica per lo spazio striscioni dei club, quelli che ricordano vecchie glorie ma anche attuali, località avamposto del tifo e della passione, banner che il presidente padrone vorrebbe riservare a sponsor ad uso televisivo. Certo, lo spettacolo costa e conviene ribadire che l’ultimo club della Premier League incassa più della squadra campione d’Italia per i soli diritti televisivi. ADL lo ribadisce spesso.

La questione è passata tra Prefettura, Questura e Comune proprietario dell’impianto ma come accade sempre quando si toccano questioni di affari e di passione le Autorità la prendono con le pinze. Ci sarà un tavolo tecnico per trovare una sintesi. Facciamo una ipotesi: al Napoli potrebbe andar bene non pagare nulla al Comune per il fitto dell’impianto di fronte al mancato introito, ma la Corte dei Conti non fa il tifo e dunque cosa potrebbe dire?

Di fronte a successi straordinari, le spine legate alla voce incasso & bilancio mai sono mancate: dalla festa al Maradona per il terzo scudetto per poterla raccontare in un film su piattaforma alle Legends in campo a fine maggio senza nulla che ricordasse il Napoli come abbigliamento per fortuna compensava tutto la storia di chi era in campo poi strambata per le celebrazioni per il centenario in cui era “utile” avere sul palco le leggende che hanno vissuto con amore la festa popolare dei tifosi la notte a cavallo tra 31 luglio e 1 agosto, davvero intensa, spettacolare e coinvolgente. Intanto al Maradona c’era qualche spazio club lasciato vuoto.

A sostegno di Infantino tanti pluricelebrati campioni testimonial Fifa in eventi non a scopo benefico hanno manifestato come non per esempio Fabio Cannavaro che ha esposto una difesa d’ufficio molto contestata da altri big tipo Marco Tardelli che ha anche immaginato un ghost writer alle spalle di Cannavaro che potrebbe essere un professionista che assiste il pallone d’oro e collabora con la Fifa, nessuno invece tra Legends e non solo del mondo azzurro Napoli ha firmato uno straccio di post per dire che De Laurentiis ha le sue buone ragioni. Dunque, non tutto è in comune tra Infantino e de Laurentiis se non la visione esclusivamente economica del prodotto che è piedi, testa, cuore. E qui casca il ciuccio.

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