Maradona che il ricordo non diventi oltraggio

Toccante la partita tra le cebollitas e i campioni del 1986 che a Buenos Aires hanno ricordato Diego nel giorno del suo 61esimo compleanno. E’ il mese del ricordo che rischia anche di diventare oltraggio. Martedì prossimo al cinema Filangieri il genio di Paolo Sorrentino svelerà la sua anima di tifoso raccontando di se bambino ne La Mano de D10s dedicato a Maradona, l’idolo che lo ha segnato per sempre. “A prescindere dal tifo, Sorrentino garanzia di immenso talento a suo modo un Diego”, mi ha detto Valerio Caprara -il professore di cinema più ricco di competenza – in attesa della prima. Con sensibilità, il regista si è preoccupato di convogliare chi lo ha conosciuto veramente. Già nel giorno del suo 61° ma vissuto dall’aldilà fisicamente e di qua – tra noi – nel ricordo e nella malinconia c’è stato un debordare di aneddoti svelati da fantasmi di quel tempo, ovvero narratori e protagonisti mai pervenuti, mai intercettati da quando Diego mise piede prima a Napoli e poi nel ritiro sulle montagne toscane.
Di questi testimoni che lo hanno visto al massimo sbirciando le vetrine di un negozio di elettrodomestici, di quelli che hanno tanti modelli di televisori in vetrina, o magari valutando la qualità del segnale, non c’era traccia nel pacco di giornalisti che hanno davvero vissuto quella epoca.
Maradona rimane comunque il più generoso talento di ogni epoca anche in termini di luce riflessa. E c’è chi disquisisce, analizza, giudica. Senza averne alcun titolo. E’ noto che in Argentina la battaglia legale infuria tra eredi e consulenti dell’ultima ora. Maradona al centro di urticanti disfide per denaro e per amore. Il mese delle maradoniadi è iniziato e finirà postumo, quando il 14 dicembre a Riyad in Arabia Saudita Boca Juniors la sua prima squadra e Barcellona il club che fui tormento si sfideranno per la prima edizione della Maradona Cup. Non ci sarà il Napoli che ha motivato la cosa sugli impegni di campionato troppo pressanti ed importanti. Da fonte saudita nessuna replica ma probabilmente una formula a tre sarebbe stata dispendiosa e poco remunerativa. Eppure per i sauditi non dovrebbe essere questione di budget. Intanto, è apparsa la maglia a LUI dedicata. Un’immagine del suo testone dei tempi migliori scontornato e di sicura presa grafica a coprire ampia parte di quello che già si annuncia come affare commerciale. In fondo Maradona fa sempre cassetta. Anche in politica se ricordiamo che si pensò anche ad un improvvido ingresso sulla scena del fratello rimasto a vivere a Monte di Procida e chissà forse vittima del suo cognome.
L’altarino a Soccavo, quello ai Quartieri Spagnoli: manifestazioni spontanee che faranno – rifaranno – il giro del mondo mentre sono annunciati diversi inviati dei canali televisivi argentini, sudamericani in genere dei network tipo Espn col suo Dany Martinez che copre l’Europa con contagioso sorriso e indubbia qualità.
Ci si chiederà magari che fine ha fatto quel museo che sarebbe dovuto nascere all’interno dello stadio ex San Paolo oggi stadio Maradona con i cimeli e i pensieri inininterrottamente appoggiati sulle grate esterne dopo la sua scomparsa terrena, il 25 novembre dello scorso anno. Pronte e attive mostre fotografiche, opere d’arte, serate musicali in suo onore, e dicevamo momenti cinematografici. Mentre scorrono le puntate della serie a pagamento in cui Ferlaino parla solo in dialetto (come segno di banalità, ha osservato con acume l’ottimo Francesco De Luca de Il Mattino, uno che quasi coi calzoni corti a quel tempo già c’era e ne scriveva) mentre Diego chiude le vocali frutto dei corsi di dizione. Mah.
In fondo, la cosa migliore sarebbe mandare solo tutti i prepartita che ci ha regalato e in cui omaggiava i presenti di una trentina di minuti che neanche Eupalla (la dea del calcio, Gianni Brera copyright) e i suoi magici momenti in campo. Ma sarà inevitabilmente un cercare di porre se stessi (soprattutto quei fantasmi che allora non c’erano) al centro della scena grazie a Maradona e al ricordo. Che diventerà oltraggio.
Mi dice bene Martin Mazur, corrispondente da Baires de La Gazzetta dello Sport e tutor di Aips, la stampa sportiva internazionale: “caro Gian, in tutto questo bailamme l’unica certezza è che al fianco dei suoi adorati genitori Diego riposa in pace; il resto, è guerra”. AD10S

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