Politica dello sport, Palazzi itineranti lungo lo stivale

Alla riscoperta dei campanili. È la strategia di chi prima non c’era o delegava. Pensiamo al viaggio tra le realtà locali del presidente FIGC Gravina che alla pioggia di milioni accompagna sostegno morale e progetti. Poi non sempre attuabili o magari accantonati per quell’infernale mosaico che è la vita a Palazzo. Nei giorni infuocati in cui la passione ha sancito la forza del sentimento sul potere dei soldi, con la cacciata dei mercanti del tifo dal tempio del cuore – chiaro il riferimento all’aborto non spontaneo della Super League di calcio in Europa – ci ritrovammo a parlare di sport e valori, gioia nell’esercizio fisico e cultura dell’attività ginnica ed agonistica rendendo visita a chi ha il compito di salvaguardare la cura e la promozione dello sport. Abbiamo sbandierato come Ussi i nostri 75 anni e la voglia di essere al passo coi tempi e sempre più sinergici e radicati sul territorio in questa fase di ripartenza difficoltosa ma ormai necessaria.
l’anno degli europei di calcio con formula itinerante ha visto un’Italia feroce e dolce e vincente e cosa dire dell’olimpiade di Tokyo e dei Giochi Paralimpici una cascata di medaglie che ha cancellato l’amaro ingoiato nel 2020. Ma è il restante del 2021 in cui i ragazzi devono tornare in sicurezza a divertirsi più che sognare, stancarsi più che immalinconirsi, che ci chiama in campo.
Esemplari a più riprese le parole della sottosegretaria di governo allo sport Valentina Vezzali che come in pedana ha piglio da guerriera ma anche la consapevolezza per la ormai buona esperienza in politica che è necessario far combaciare il desiderio col realizzabile. La Vezzali ha la qualità dei valori dei 5 cerchi nel dna, la capacità di dedicare energie ad avere la più completa conoscenza possibile su uomini e situazioni. Si è fortemente interessata alla diffusione capillare sul territorio di Ussi (ovviamente spendendo parole per l’impegno delle Marche, la sua regione di origine) definendo la mappa dei punti Ussi sicuramente punto di grande attrattiva per chi ha necessità di far sapere cosa si fa, ed è stato anche questo il senso dell’incontro con Vito Cozzoli presidente di Sport e Salute che pure va nei centri Coni per mostrare chi è e cosa questa realtà il cui ruolo al momento non è di famiglia eppure c’è eccome. Le associazioni benemerite del Coni sviluppano progetti dedicati, partecipano a gruppi alla realizzazione di opportunità di rilancio di attività e programmi. La tutela e le opportunità di lavoro sono nella nostra Mission ed in questo senso in tempi in cui la comunicazione è disordinata con un’offerta decisamente numerosissima si è convenuto che comunicare bene è fondamentale come lo è comunicare in sicurezza contrattuale e posizioni in organigramma. Ripensando alla 150 mai pienamente attuata, la valutazione di affidare l’ufficio stampa delle organizzazioni sportive divise per federazioni deve essere e già lo è punto base per un dialogo proficuo e la migliore fase di decollo dopo questa lunga fermata.
Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha da tempo assiduità nel frequentare eventi sportivi di ogni disciplina e ancora più appassionatamente il presidente del Cip Pancalli ha sottolineato il ruolo della stampa sportiva. in 75 anni con padri nobili e penne appassionate abbiamo raccontato pezzi di vita esaltanti quali sono gli eventi sportivi, siano storie di trionfi o perché no anche di sfortunate imprese mancate. I lunghi anni da Benemerita sono un esempio di autonoma convivenza anche se sicuramente avremo il compito di bilanciare natura professionale e adesione al mondo sportivo organizzato.
Ussi ha espresso fortemente in questi ultimi tempi la voglia di essere attenta alla tradizione ma col linguaggio dei tempi e la ricerca di spazi per realizzare iniziative valide per giovani colleghi e colleghe, ma anche per ricordare in momenti celebrativi chi ha speso una vita per il giornalismo sportivo o per far raccontare ai giornalisti momenti epici. Cammin facendo esploreremo altre situazioni, cercheremo di stabilire o ristabilire momenti di confronto su cosa non va, ideare cosa deve andar meglio. 75 anni di racconto dello sport sono un traguardo stupendo per imparare a pensare coniugando il futuro, più che mai Ion tempi come questi. Però nei giorni in cui si marcia verso la normalità urge rivedere i criteri di accesso a stadi e palazzetti per i giornalisti di penna e per immagini e soprattutto si ai paletti motivati no alla censura.

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