Campionato elettrizzante e Presidenti elettrici

Non solo stasera tutto è possibile ma da qui alla fine del campionato. Juve che arranca, le luci di San Siro che hanno comunque fatto brillare Milan e Lazio che col Napoli hanno tutte le carte in regola per dare la caccia all’Inter campione d’Italia in carica.  

Un campionato elettrizzante, come non capitava da anni. Le premesse ci cono tutte. La sana competizione all’indomani di una pandemia che ha fatto un buco in petto al mondo del pallone, rende elettrici i presidenti. Dopo la ricca di emozioni e contenuti vittoria sulla Juventus, il patron del Napoli ADL si è lanciato nella consueta disaminaa planetaria per analizzare cosa va(poco) e cosa non va (quasi tutto) nel sistema calcio.  

Si sa che i presidenti hanno bussato alla Figc per una royalty per gli Europei vinti  da calciatori pagati da loro ma il presidente federale Gravina ha risposto evasivamente continuando imperterrito  la sua campagna d’ascolto sul territorio dalla Campania per un omaggio al restaurato campo dedicato ad Ottorino Barassi, presidente Lega d’altri fino alla puntata in Calabria del prossimo 27 con un settembre rovente lasciando col cerino in mano il vicario federale presidente della Lega Dal Pino.  

Il Governo è venuto a conoscenza dalla Figc che il calcio professionistico in Italia ha porodotto dal 2008 perdite per 4,1 miliardi di euro e nella scorsa stagione la mazzata Covid si è tradotta in meno 302 milioni dagli incassi negli stadi e meno 228 da quote sponsor, pure loro con le pezze in fronte. 

In cambio di un programma a lunga gittata per promuovere l’autosufficienza economico-finanziaria ecco il Progetto Fenice inviato dalla FIGC a Palazzo Chigi. Dev’essere una cosa blindata per sottoporla ad un super competente come il premier Draghi.  

C’è poi la serie a sportellate no limits tra il presidente della Fifa Gianni Infantino e della Uefa Ceferin.  A Nyon, la sede dell’organizzazione europea del pallone che affaccia su laghi e monti, riunione d’urgenza o quasi che ha trovato presenti anche molti dei club disertori che pensarono alla Super Lega ed erano 13 con Premier, Bundesliga, Liga spagnola e Lega di A. Bocciato il piano Fifa di un mondiale ogni due anni. Rischio infortuni ma non solo alla base del secco NO.  

A livello di politica sportiva, il Coni dopo la scintillante missione a Tokyo  (così come il Cip) pensa a Pechino 2022 tra molti problemi legati al Covid e non solo ma anche a petto in fuori. E giustamente. I dirimpettai o coinquilini di Sport & Salute investiranno sul sociale e potenzieranno il territorio ma è lo sport partendo dalle scuole che va ripensato affinchè – come è – non sia un episodio il trionfo agli europei, alle spedizioni olimpiche e paralimpiche ma invece il frutto di una generosa attenzione verso lo sport della base, fatta di sconosciuti ma motivati dirigenti, maestri di sport, genitori che spendono ore non libere ma significative per un tricolore sul pennone.  Di Mulo (il mago della 4×100) non è solo ma ricordiamoci dei Di Mulo ogni giorno.     

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